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Paragrafo  5  .  La  penetrazione economica  in  Cina  e  l'espansione

coloniale nei vari continenti.


L'avanzata  commerciale inglese risult vincente anche in  Cina,  dove
furono  introdotti  su  larga  scala cotone  ed  oppio  di  produzione
indiana.  L'importazione  del cotone danneggiava  per  la  produzione
locale   mentre  l'oppio,  introdotto  nonostante  il  divieto   delle
autorit,  procurava  gravi  danni alla  societ  cinese.  Infatti,  i
fumatori clandestini, che erano moltissimi (quattro o, secondo alcuni,
dodici  milioni), si riducevano in un grave stato di degrado fisico  e
morale spendendo per l'acquisto della droga l'equivalente di oltre  la
met   del  valore  totale  delle  importazioni.  Le  autorit  cinesi
cercarono  di  convincere gli inglesi a porre fine al contrabbando  di
oppio, ma invano; quando, nel 1839, il commissario imperiale di Canton
fece   sequestrare  e  distruggere  ventimila  casse  di  oppio,  essi
intervennero  militarmente, dando inizio  ad  una  sanguinosa  guerra.
Questa, nota come "prima guerra dell'oppio" (1840-1842), fu facilmente
vinta dagli inglesi, che, bombardando la citt con le loro cannoniere,
riuscirono  a  fiaccare la resistenza cinese e ad imporre  l'umiliante
trattato  di Nanchino, che obbligava la Cina ad accettare il commercio
dell'oppio, ad aprire altri porti ai commercianti europei,  a  ridurre
le  tariffe  doganali  sulle merci importate  e  a  cedere  Hong  Kong
all'Inghilterra. La strada era aperta e altri stati la percorsero: nel
1844 la Cina fu costretta a firmare con Francia e Stati Uniti trattati
analoghi a quello di Nanchino.
     In  Africa  meridionale, l'Inghilterra si era impossessata  della
colonia  del  Capo, abitata in gran parte dai discendenti  dei  coloni
olandesi,  che,  giunti verso la met del Seicento, si erano  dedicati
all'agricoltura  e  all'allevamento del bestiame;  per  questo,  erano
stati chiamati "boeri", dall'olandese boer, che significa "contadino".
Economicamente  danneggiati dall'abolizione della  schiavit,  imposta
dagli  inglesi, i boeri furono costretti ad emigrare verso  l'interno,
nelle regioni del Natal, dell'Orange e del Transvaal.
     
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     In  Africa si indirizz anche l'espansionismo francese, che  ebbe
come  obiettivo l'occupazione dell'Algeria, iniziata da  Carlo  decimo
nel  1830, allo scopo di guadagnarsi il favore dell'opinione  pubblica
in  un momento di grave difficolt politica interna, e completata  nel
1847.  Pi  o  meno  negli stessi anni, la Francia penetr  anche  nel
Madagascar,  occup  l'isola di Tahiti e le isole  Marchesi  e  avanz
rivendicazioni sull'Indocina.
     Oggetto di espansione coloniale fu anche l'Australia, dove,  alla
fine  del  Settecento,  il  governo  inglese  aveva  deportato  alcuni
condannati.  Questo primo stanziamento fu seguito da  numerosi  altri,
non   pi  di  deportati  ma  di  liberi  coloni,  che  si  dedicarono
soprattutto  all'allevamento del bestiame per la  produzione  di  lana
pregiata destinata all'industria tessile britannica.
     Anche la Nuova Zelanda fu sottoposta all'occupazione inglese.  La
popolazione locale, i maori, i cui sistemi sociali erano pi  avanzati
di  quelli  degli  indigeni  australiani,  si  oppose  alla  conquista
coloniale, esponendosi alla brutale repressione dei colonizzatori.
     In  Indonesia, gli olandesi passarono dal controllo  delle  coste
alla penetrazione nell'interno e all'occupazione territoriale.
     Sottoposta  ad  una  forma  di  dipendenza  economica  fu   anche
l'America  latina. Qui, infatti, si erano formati stati  indipendenti,
ma  separati,  in  contrasto  tra  di  loro  e  governati  dai  grandi
proprietari terrieri di origine spagnola e portoghese, interessati pi
al  mantenimento del potere che allo sviluppo economico; per questo la
loro  economia,  gi  disastrata dallo sfruttamento  coloniale,  rest
debole   e   aperta   alla   penetrazione   delle   maggiori   potenze
industrializzate, a partire dall'Inghilterra.
